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Si vede ciò che non è, ma è impossibile definire ciò che è.

Un tempo da una parte c’era il mondo reale, e dall’altra l’irrealtà, l’immaginario, il sogno, ecc. Oggi tutto questo è assorbito in egual misura dai computer e da internet, dove la realtà in quanto tale viene a perdere ogni fondamento, compromessa a favore di un generico non-luogo creato dalla realtà virtuale. Il termine virtuale deriva dal latino virtus, forza, potenza. È una realtà solo potenziale, possibile, ma non in atto, quindi non reale. In sostanza la realtà virtuale è solo un modello della realtà non una realtà alternativa: una mappa non un territorio. La nostra esperienza – che si basa su un’informazione sensoriale derivata dall’esterno, integrata con la conoscenza, percezioni e tracce mnemoniche derivate dall’interno, originate dall’immaginazione – è minacciata dalla frequentazione della realtà virtuale che mette a repentaglio la capacità di distinguere tra reale e immaginario nell’esperienza e nella memoria. Basandosi sulla contaminazione dei documenti “antichi” con quelli “moderni/contemporanei”, l'IDEOSCRIPTURA è una soluzione creativa possibile in grado di superare questo gioco degli specchi generato dalla finzione e dalla sua capacità di cancellare l'originale di cui è rappresentazione.
Gli elementi che originano l'IDEOSCRIPTURA sono pertanto:

1-IL DOCUMENTO STORICO
2-LO SCRIPT, il linguaggio di programmazione/rappresentazione delle pagine web.
3-IL VIRUS, generato dal processo temporale “effimero” e/o alterazione/danneggiamento dei documenti.

Il documento storico

Da sempre siamo circondati dai segni e, grazie ai segni, impariamo a comunicare. I nostri antenati probabilmente utilizzavano un sistema di espressione fatto della convergenza di gesto, suono, visione, esercitati e vissuti come un atto universale. E noi ogni volta che li “ri-tracciamo” non facciamo che duplicarli nella rappresentazione, al tempo stesso creando sempre qualcosa di nuovo e di diverso. È la nostra stessa storia sommersa che ci portiamo dentro fin dalle origini, dagli stili che si sovrappongono, ma che alla base mantiene le stesse radici, gli stessi archetipi. Se guardiamo alla configurazione delle nostre lettere alfabetiche scopriamo che non è affatto arbitraria o convenzionale, ogni lettera è un disegno “decaduto” o stilizzato la cui origine va rintracciata proprio nelle figure e nei segni del paleolitico e del neolitico. Ma rispetto al passato c’è qualcosa che abbiamo perduto. Sicuramente l’unità di scrittura, figura e azione. Le parole si sono separate dalla loro figura, si sono “s-figurate”, diventando astratte e autonome. La figura si è svuotata della presenza originaria che l’abitava, il mondo, la vita. Perché la scrittura, come semplice pratica alfabetica, lasciando traccia di sé per dilatare i nostri orizzonti conoscitivi, costruisce progressivamente una distanza tra l’agire in forma diretta e l’apprendere in forma replicabile. È dunque necessario recuperare i simboli che sono in grado di unire e rimette insieme quello che è stato separato.

Lo Script

Il codice antico e poi il libro a stampa erano una tecnologia che immettevano nello spazio astratto e pulito della “dimedialità”, scrittura e immagine statica. Oggi i computer e i tablet non si limitano ad “estendere” lo spazio dimediale del codice e del libro, ma ci introducono nello spazio digitale dove convivono un’infinità di possibilità informative, comunicazionali: scrittura, immagini statiche e immagini dinamiche, suoni (foto, cinema, musica, grafica computerizzata ecc.). Tutto il complesso delle immagini e dei caratteri visualizzati sullo schermo e la navigazione in internet è possibile grazie a un linguaggio di programmazione, lo script , particolarmente adatto al web in quanto determina il caricamento e la creazione di attributi che visualizzano il contenuto in interfacce grafiche. Grazie alla sua versatilità riesce a indicare la sequenza delle immagini, dei suoni e i loro tempi, ci permette di riconoscere gli ambienti nelle varie schermate dei programmi che usiamo, di visualizzare le informazioni e interagire. Il termine inglese script è da sempre stato utilizzato in ambito teatrale per indicare il testo (o canovaccio) in cui sono tracciate le “istruzioni” o le parti che devono essere interpretate dagli attori.

Il Virus

La memoria del nostro cervello sopravvive e si tramanda grazie alla scrittura, ma la durata della scrittura dipende dal supporto fisico e dalla sua fragilità. A differenza dei supporti antichi, sappiamo che i media moderni digitali sono effimeri, invecchiano fisicamente molto in fretta e che gli apparecchi necessari per leggerli invecchiano ancora più rapidamente. Le nuove tecnologie inoltre sono spesso soggette ad attacchi informatici “da remoto”: VIRUS, in grado di distruggere o ripulire in poche ore documenti, file e archivi. Tutto si deteriora e si perde, prima o poi CD computer e altri mezzi simili diventeranno illeggibili e si spegneranno per sempre per essere sostituiti, dimostrando una durata nel tempo infinitamente inferiore agli antichi documenti.

L'ideoscriptura

Quale nuova ”tabula” sostituirà questi apparati effimeri e utilizzeremo per scrivere ciò che conosciamo e su quale nuovo "tablet" potremo leggere ciò che non conosciamo? Ci rivolgeremo nuovamente al mondo reale e ci verrà voglia di ricominciare a toccare, ri-vedere monumenti, frequentare luoghi e Musei dove osservare i documenti storici e a passeggiare per incantarci di fronte alle fontane zampillanti? Quale nuova forma di scrittura sarà in grado di accompagnare le future esperienza di vita e come si diffonderà? Oggi possiamo solo immaginare la nuova “invenzione”, composta da molteplici ombre di segni in grado di rievocare lo spirito unitario dei pittogrammi, ideogrammi e scrittura. Tracce di SCRIPT-ART che riassumono passato e presente in una sola forma: l'IDEOSCRIPTURA!

Marzo 2016
Claudio Benzoni